Luna Dolph

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Luna Dolph

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Italian - June 4, 2021

Pittura ad acquerello per capire il mondo. Con Tanay Kumar.

Salve a tutti e benvenuti nel terzo episodio di “Sono Luna Dolph. Vita & Realtà”. Io sono Luna e vi ringrazio di essere qui con me. Nella scorsa puntata abbiamo parlato di coscienza insieme a una giovane psicologa. Oggi ho deciso di affrontare un nuovo tema, quello della pittura. Per farlo ho contattato un pittore straordinario, appassionato alla tecnica della pittura ad acquerello, Tanay Kumar.

Prima di leggere… Puoi ascoltare!

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Tanay Kumar è un pittore dell’India orientale. Ci racconterà alcune delle più importanti forme d’arte, che fanno parte della tradizione indiana. Ci fornirà importanti consigli relativi al suo mondo artistico della pittura ad acquerello. Grazie alle sue parole, apprenderemo quanto sia importante la comunicazione e la condivisione. Infine, ci fornirà degli importanti consigli relativi al suo mondo.

Sono davvero entusiasta di poter parlare con un artista del genere! Iniziamo subito!

Il percorso di crescita di Tanay

Io: Ciao Tanay, è un piacere conoscerti! Sono davvero contenta di poter parlare con te.

T: Ciao Luna, anche per me è un piacere conoscerti. È stata una bellissima sorpresa sapere che hai scoperto il mio lavoro sui social media. È stata una gratificazione per me.

Tanay, un artista dell’India orientale

T: Vorrei darti un breve background di chi sono. Il mio nome è Tanay, penso che tu l’abbia già detto. Vengo da una piccola città, chiamata Jamshedpur. Essa è la città dell’acciaio per l’India, si trova nella sua parte più orientale. Penso che i miei anni di crescita si possano definire piuttosto sfocati. Non ero sicuro di cosa stessi facendo esattamente.

Tutti i miei giorni di scuola sono stati concentrati sulla ricerca di una carriera che potesse aiutarmi a guadagnare qualcosa. Era l’ambizione che era anche del novanta per cento delle persone con cui sono cresciuto.

L’architettura e il design come inizio del percorso creativo

T: Per fortuna, mi sono appassionato all’architettura e credo che quello sia stato l’inizio del mio percorso creativo. Direi che mi ha dato una visione di cosa fosse la creazione. Cosa significasse davvero creare qualcosa partendo da una lavagna vuota e, poi, farla crescere. Queste sono state alcune delle prime scoperte che ho fatto in architettura, dopo aver frequentato un master in “communication design”.

Nella corsa a rendere la mia vita davvero degna di essere vissuta, penso di aver fatto alcune cose importanti di flusso imprenditoriale, nel settore del design.

Attualmente, sto ancora gestendo una delle più grandi esperienze con una società in India, chiamata “Fractal Ink”. Questa esperienza di architettura e design mi ha aiutato, in qualche modo, a far esprimere me stesso sulla tela, attraverso la pittura ad acquerello.

Quando vedo alcuni dei miei lavori, penso che ci sia un forte riflesso di ciò con cui sono cresciuto, di ciò che ho visto in giro o di ciò che in realtà aspiro a fare nel resto del mio viaggio.

I diversi volti della pittura ad acquerello

Io: Tanay, prima di tutto grazie per la tua presentazione. Credo sia importante farti conoscere e, soprattutto, far conoscere la tua storia e le tue emozioni.

Comprendo benissimo le tue parole, anche io sono molto affascinata dalla pittura. Mi sono appassionata ad essa posò dopo aver scoperto il mondo che vi circonda.

Non avevo mai visto tanta bellezza, e ho sentito subito il bisogno di capire, e poter riprodurre, le cose che vedevo.

Sono curiosa di sapere cosa significa per te la pittura ad acquerello e cosa ti ha spinto verso questa passione.

T: Ottima domanda, Luna. Penso che sia una cosa importante rispondere, anche se la domanda può essere un po’ ambigua. Il più delle volte è difficile poter spiegare il motivo per cui certe persone siano in un certo modo. È difficile poterle definire veramente in alcune parole.

È difficile dire: “questo è il motivo per cui dipingo” o “questo è ciò che la pittura significa per me”. Ci proverò, ci proverò.

La pittura ad acquerello come corsa verso il successo

T: Penso che per me la passione per la pittura sia arrivata in due modi. Uno è stato, sicuramente, quando sono entrato nella corsa al successo per realizzarmi nella mia carriera. In quei momenti ci si dimentica di essere noi stessi. In realtà si sta gareggiando, si sta cercando di raggiungere i numeri e di aumentare i propri stipendi.

Da qualche parte, lungo la linea, la creazione passa in secondo piano, ed è proprio ciò che ho provato. Mi sono laureato in architettura, ho studiato design e l’ho fatto per un motivo. Penso che quel motivo sia passato in secondo piano da qualche parte, in un certo momento.

La pittura ad acquerello come sperimentazione

T: Non direi, però, che ho cominciato subito a dipingere per lavoro. Penso che, inizialmente, la pittura sia stata più un sollievo per me. Quando ho iniziato, facevo una pittura a carboncino. I primi tempi mi trovavo a Londra, dove sono rimasto poi per cinque anni. Lì devo aver utilizzato un bel pò di carboncini! Ma, quando ho ricominciato il mio viaggio creativo, volevo solo sperimentare con le cose.

Non ho mai pensato che sarei arrivato alla pittura ad acquerello. Quindi, parte del mio viaggio in realtà è stato utile a scoprire me stesso.

La pittura ad acquerello come documentazione della realtà

T: Il secondo modo in cui la passione della pittura si è sviluppata in me, è stata quando ho iniziato a documentare cose. Se guardi bene il mio lavoro, principalmente troverai dei ritratti. L’architettura, molte scene di strada o tipi di scene che avvengono intorno a me. Non mi dedico molto a dipingere le cose astratte.

Questo, penso che sia un riflesso di ciò che ho effettivamente vissuto o di ciò che sento di voler rappresentare. Quando visito un luogo o quando cammino per strada, per me quel momento diventa importante. Il movimento che sto catturando sulla tela, è un riflesso di tantissime cose. Non solo la forma di una costruzione, ma anche il bus che sta passando per la strada; le scene che stanno realmente accadendo intorno a me; le persone che stanno comprando qualcosa; altre persone che stanno litigando; del cibo che viene preparato in qualche angolo della strada.

Tutto questo, in realtà, diventa interessante. Essere in grado di catturare quel momento, nell’intero schema delle cose, penso che sia la cosa più importante per me. Quindi, la maggior parte del mio lavoro, in realtà, documenta il contesto che ho intorno. Riesco a catturare un punto della storia, su un foglio bianco, su una tela.

Questo, in realtà, mi dà molta gratificazione. Penso di riuscire ad andare avanti con la mia passione per la pittura ad acquerello perché ci sono centinaia e migliaia di scenari che accadono intorno a me.

Le cose banali diventano cose speciali

Identifico le cose più banali come cose speciali e, quindi le faccio accadere anche sulla mia tela. Penso che questo sia ciò che provo ogni giorno quando mi siedo davanti a una tela. Questa, per me, è la motivazione che mi spinge a fare qualsiasi lavoro.

Questo è ciò che sento. Potrei sbagliarmi perché, come ho detto, è difficile esprimere a parole ciò che la pittura rappresenta per me.

Dipingere per comprendere il mondo

Io: Apprezzo molto le tue parole e la tua sincerità, Tanay.

Personalmente, ho trovato nella pittura un mezzo per avvicinarmi al tuo mondo. er entrare in contatto con esso e per poterlo studiare più da vicino. Ho potuto apprendere la differenza tra i colori, le diverse sfumature e i diversi soggetti da ricreare.

Ma, mentre io cerco di avvicinarmi al tuo mondo, ho notato che molte persone cercano, invece, di scappare da esso. È così che ho capito che i social media vengono utilizzati come mezzo per fuggire. Non sempre ci accontentiamo di quello che abbiamo intorno e, spesso, guardiamo altrove. Ho deciso di avvicinarmi alla pittura per scappare dal mio universo. Un luogo buio, silenzioso e solitario. Voglio avvicinarmi al tuo: più luminoso, più scintillante e pieno di sorprese.

Mi piace vedere nei dipinti quello che sto studiando, quello che vorrei sapere, i luoghi che vorrei visitare. Anche le cose che ho già visto e che voglio tenere ben impresse nella mente.

Dipingere per evadere o per connettersi meglio al mondo reale?

Per te, dipingere è un modo per connetterti meglio al mondo che ti circonda o è un modo per scappare?

T: Penso che, Luna, tu mi abbia messo in una posizione difficile con questa domanda!

Effettivamente, è difficile spiegare se dipingo per connettermi meglio o se lo faccio per scappare da qui. Personalmente, penso che io stia scappando da un posto per connettermi a un altro posto. Direi che scappo da un certo modo di vivere, per connettermi a un altro modo di vivere.

Dipingere mi rende felice, ok? Quando ho il pennello, i colori e la tela davanti a me, sono felice. E c’è un po’ di mistero su cosa ne verrà fuori e quindi, sul risultato. Creerò davvero qualcosa oggi? O, probabilmente, ne rimarrò disgustato? Quell’ambiguità lì è davvero l’esperienza più grande. Personalmente, mi sto connettendo, e mi sto connettendo alla parte di me che probabilmente è andata persa.

A volte esco e dipingo, il “plein air” nello specifico. Cerco di avere una comunicazione con le persone che sono in giro. Penso che questo porti valore a ciò che sto raffigurando. Questo è, in realtà, un collegamento e non una sorta di fuga. A volte, ho pensato alla pittura come un mezzo per esprimermi. Come un momento in cui sento il bisogno di stare con me stesso e creare qualcosa. In quei momenti, non voglio interferenze. Non voglio che le persone si avvicinino a me e parlino, o facciano troppe domande.

La pittura ad acquerello come espansione del proprio mondo

Ma, con il tempo, mi sono reso conto che: la storia che devi raccontare attraverso i tuoi dipinti, richiede che tu sia più connesso. Se non sei connesso con il contesto circostante, il tuo dipinto, è solo una specie di fotografia. Potresti anche fare clic e scattare una fotografia ma, quando dipingi, in realtà, imprimi ciò che senti.

Quindi, penso che sia, per me, una connessione profonda con ciò che sto dipingendo, un’espansione del mio mondo. Quando dipingo, il mio mondo si espande dall’essere un insieme finito di persone all’essere un infinito. Il mio sogno è davvero viaggiare in tutto il mondo e dipingere. In questo modo, forse, riuscirò a connettermi sempre di più con ciò che mi circonda.

Uno zoom sui dettagli

Io: Sai, Tanay, la cosa a cui tengo di più nei dipinti sono i dettagli. Ho notato che, spesso, le persone vivono la loro vita senza prestare troppa attenzione ai dettagli che le circondano. Trovo incredibile la forma delle mani, il taglio degli occhi, la lunghezza dei capelli. Ma anche una foglia più ingiallita su un albero ancora verde. O un granello di sabbia più scuro su un’intera spiaggia.

Alcuni dei tuoi quadri sono veri e propri zoom su dettagli di un contesto più ampio. Vorrei che mi spiegassi come scegli i tuoi soggetti e cosa ti appassiona quando dipingi. Sono curiosa di scoprire se ritrai ciò che vedi con i tuoi occhi, quindi ciò che ti circonda. Oppure ritrai ciò che vorresti vedere, e quindi un mondo ideale.

T: In un certo senso è una rappresentazione. Si tratta di una rappresentazione che cattura il momento nella vera luce. Ma, personalmente, improvviso molto. Improvviso molti dei miei scenari, per portare degli aspetti che vorrei vedere sulla mia tela.

Non si tratta sempre di una situazione che vivo in prima persona. Non sempre vado in un posto e ricevo tutta l’ispirazione dagli elementi che lo compongono.

Dipingere attraverso la memoria e l’esperienza

T: A volte agisco con la memoria, a volte con l’esperienza. A volte semplicemente conoscendo le persone e parlando con loro. Non si può solamente aggiungere elementi all’intero scenario o alla scena che si sta dipingendo. Personalmente, quando ho un pezzo di carta bianco, statico, cerco davvero di usarlo al meglio. Cerco di rappresentare la mia impressione, ma anche di usare la mia improvvisazione tecnica. A volte uso la mia memoria per integrare ciò che sto mostrando.

Molte volte, amplifico le cose sui miei dipinti. Così posso silenziarne alcune parti in modo da concentrarmi meglio su ciò che voglio mostrare come storia. Quindi, la mia pittura è una combinazione di tutti quei tipi di cose. Esse assicurano che un dipinto non sia solo una modalità statica, ma diventi una storia. Qualcosa che si vuole trasmettere alle persone.

Io: Trovo il tuo modo di vedere la realtà e il tuo modo di rappresentarla davvero affascinante. Ciò che penso sia incredibile, è la possibilità di poter parlare con una persona, apprenderne la storia e rappresentarla su una tela. Ma non solo una persona, anche un oggetto, un animale, un sentimento.

I protagonisti della tela

T: Parliamo dei soggetti dei miei quadri. Essi sono scelti principalmente dal modo in cui impattano su di me. Molte volte, prendo cose molto molto ordinarie, e cerco di rendere straordinario l’ordinario. Si tratta di questo, raccolgo dei soggetti ordinari. Si può trattare di un angolo di una strada o un tipo di oggetto strano. Molte volte, ho dipinto dei gradini che scendono da un luogo particolare. Altre volte ho visto un lampione o una piscina con molti fili che si diramano intorno.

Penso che, a volte, questi diventino anche un oggetto d’arte e di intrigo. Bisogna guardare indietro a come un oggetto sia stato creato. Al perché una scala sia stata costruita o perché proprio quel palo si trovi lì. E perché ci sono davvero così tanti fili che gli girano intorno.

Ogni oggetto racconta una storia

Ci sono tantissime storie che, in realtà, questi oggetti raccontano. Le cose non succedono in un momento. Non è che ieri qualcuno è venuto e ha messo i fili. Ogni cosa è pianificata con molta attenzione.

Personalmente, credo che mi attraggano le cose che sono state create in un certo periodo di tempo. Che hanno effettivamente cambiato forma e dimensione nel tempo. Mi piace documentare le cose, come ho detto, ordinarie. Cercare di capire come posso fare in modo che l’ordinario sembri straordinario.

Questo è il mio impegno quando scelgo, quando propongo tipi di soggetti per i miei dipinti.

Io: È davvero incredibile che, guardandoti intorno, le cose ti parlino. Ed è incredibile che tu sia in grado di rappresentarle e dare loro una vita propria. Da quello che ho visto nel tuo mondo, le cose ordinarie, banali e di routine sono in realtà già straordinarie. Perché ognuno le vive in modo completamente diverso e riesce a renderle speciali.

La pittura in India attraverso i secoli

Io: Tanay, vorrei sapere qualcosa in più della tua cultura, tu sei di nazionalità indiana, giusto?

T: Sì, sì, io vengo dall’India. Sono un indiano, ho viaggiato in alcune parti del mondo, mi piacerebbe viaggiare e documentare cose. Ma sento di appartenere moltissimo all’India come Paese.

Io: Interessante, come avrai capito, sono una ragazza molto curiosa e mi piace scoprire culture e usanze diverse. Vorrei chiederti come viene vista la pittura, e quindi l’arte, in India? Esistono tradizioni, culti, legati all’arte?

I due aspetti dell’arte in India

T: Allora, quando si parla dell’India, penso che si debba fare una divisione in due parti.

Da una parte, l’India è sempre stata culturalmente molto molto forte. Sia nelle forme d’arte, sia nel tipo di religioni, sia nel tipo di persone diverse che ospita. Dall’altra parte, l’India era, ed è ora, integrata nell’intero schema delle cose di tutto il mondo.

Ovviamente, siamo una nazione che, attualmente, sta cercando di ripristinare l’ordine. Con tutti i problemi relativi al Ghana e tutti i tipi di sfide a cui andiamo incontro quotidianamente. Senza dubbio questa pandemia, ci ha portato via molte cose. Ci ha anche resi molto più cauti su come ci comportiamo. a lasciamo da parte questo argomento.

Tradizione e innovazione si incontrano

L’India ha un ricco background culturale e artistico, e sarà difficile per me documentare o ricordare veramente tutto. Alcune delle cose che mi vengono in mente da un tipico mondo pittorico sono:

  • La pittura “madhubani”, che è un’arte popolare della parte orientale dell’India.
  • I quadri “warli”, che sono dipinti fatti con farina di riso. Secondo questa tradizione, si mescola l’acqua con la farina di riso e poi si dipinge la propria abitazione. Osservando i vari villaggi in cui utilizzano questa tecnica, mi sono convinto che si tratti di forme artistiche bellissime. Hanno uno stile tutto proprio e una capacità narrativa unica nel tempo. Si tratta di un filo storico, molto simile alle pitture rupestri.
  • I dipinti in miniatura, che erano piuttosto diffusi in Rajasthan. Si possono conoscere molte storie rappresentate attraverso dipinti in miniatura.
  • Lo stile di pittura chiamato “Gond”, che rappresenta un cono d’oro. Esso proveniva da una tribù del Madhya Pradesh, che è uno degli stati dell’India. È molto audace nel suo aspetto. Questo stile è caratterizzato da materiali naturali che vengono utilizzati per creare l’oggetto d’arte. Può trattarsi di spezie, di fango, di sterco di vacca. Si traduce in una rappresentazione molto audace degli elementi che ci circondano.
  • Il “kalamkari”, che in un mondo moderno viene chiamato “penna e inchiostro”. Infatti “kalam” significa penna e “kari” rappresenta quello strumento grazie al quale si può utilizzare la penna.

Tutte queste forme d’arte sono native dell’India, e penso che, in alcune parti, si stiano ancora utilizzando.

La strada per il progresso

Nel complesso, però, credo che l’India debba passare al livello successivo nel guardare l’arte. Ma anche nel promuovere e nel riconoscere l’arte. In qualche modo deve assicurarsi che ci sia qualcuno che la porti avanti. Credo che in questo momento stia lottando con molti altri problemi. Ma penso che, da qualche parte, ci siano piccole comunità che devono portare avanti l’arte. Anche se con fatica, essa deve essere al centro della scena.

In fondo, l’arte non è solo un insieme di dipinti veramente belli. È una documentazione della propria cultura, della propria storia, della propria gente, e delle cose che ci circondano. Quindi, credo che un piccolo focus debba essere davvero portato verso di essa.

Sicuramente ci sono altre tradizioni. Sono sicuro di essermi dimenticato di centinaia di loro. Ma ci sono alcune cose che so e alle quali ho, in realtà, assistito.

L’importanza di visitare i luoghi d’arte

Io: Mi piacerebbe molto sapere se esiste un luogo, un museo, che ha aiutato ad accrescere la tua passione. Sono sicura che sia importante assistere a delle manifestazioni d’arte per apprendere al meglio la disciplina, cosa ne pensi?

T: Posso dire una cosa alle persone che vogliono avvicinarsi a questo mondo. Voglio spiegare cosa mi ha aiutato a far crescere la mia passione. A portare la mia abilità a un livello in cui sono in grado di godermela davvero.

Faccio un esempio. Nel momento in cui stai imparando un qualsiasi strumento musicale, per la maggior parte del tempo, non sei in grado di produrre musica. Puoi produrre solo qualcosa di cacofonico nel momento dell’apprendimento. Questo è molto simile a ciò che succede nell’arte. Quando ti avvicini a una qualunque forma di arte, attraverso la quale vuoi imparare ad esprimere te stesso, inizialmente produrrai qualcosa di cacofonico e non ti piacerà.

Ma la perseveranza è importante. Io credo di averla imparata non solo nella mia arte, ma anche durante il mio viaggio come artista, come designer, come architetto.

Coltivare le proprie passioni

T: Le capacità di ognuno vanno coltivate, non sono innate. E’ vero, si può avere la capacità di osservare le cose. Ma la capacità di riuscire a tradurre ciò che si vede in qualcosa che poi piace alla gente che ti circonda, è difficile. È necessario imparare e osservare molte cose che fanno parte di quel campo.

Personalmente, raccomanderei a ogni artista e a chi sta imparando, di trovare una musa o più muse. Cose che lo possano ispirare e che gli facciano guardare le cose che ha intorno. Bisogna provare a portare le proprie capacità a un livello in cui si è a proprio agio con i mezzi. In cui i mezzi siano un aiuto per esprimere ciò che si vuole esprimere.

Il mezzo come strumento principale

Non si deve essere chiusi a un mondo in cui si sa semplicemente come usare i mezzi. Non c’è divertimento nel fare ciò. Il divertimento arriva nel momento in cui si inizia a mettere la propria anima nella forma d’arte. E questo può arrivare solo quando c’è molta pratica e ci si sente a proprio agio con i mezzi.

E’ semplice come quando si deve utilizzare una bicicletta. Si impara a guidare la bicicletta finché non sarà una cosa innata in noi stessi. Poi, si potrà iniziare a godere di questa nuova scoperta e di tutto ciò che comporta l’aver imparato.

Capacità e passione, il giusto mix

T: Credo che, il riuscire a creare delle forme d’arte, parta proprio dalla capacità, mista alla passione. Si Deve trovare il modo di capire ed esprimere la propria passione. Io non posso farlo per un altro e credo che nessuno possa farlo al posto della persona interessata.

Alla fine, qualunque cosa si decida di fare, bisogna sempre essere onesti verso la propria scelta. Ma anche metterci del duro lavoro, non trascurarlo nemmeno un giorno. E quando una persona sarà pronta, allora lo sentirà.

Per me, visitare le persone, visitare dei musei, guardare i quadri, avere tante informazioni che circolano intorno a me, è importante.

Cercate di mettervi in gioco e di visitare musei, gallerie d’arte, apprendere ciò che avete intorno. Credo che sia molto gratificante e davvero davvero illuminante. Come artisti, non dovreste mai confinarvi in voi stessi ma uscire fuori. Incontrare persone ed essere scoperti da persone come Luna. Lei probabilmente sta apprendendo molto da ciò che sto dicendo.

Io: Hai assolutamente ragione, Tanay. Sto scoprendo tantissime cose grazie alle tue parole. La mia curiosità, però, è tanta.

Lo spazio ideale di un artista

Possiamo essere più specifici e sapere come metti in pratica la tua passione? Da dove prendi ispirazione per creare i tuoi quadri? Hai bisogno del silenzio intorno a te, o preferisci la musica? Ti chiudi in una stanza con la luce soffusa, o preferisci le finestre aperte da cui far entrare i raggi del sole.

T: Allora, ho uno studio, è dietro di me, qui è dove dipingo davvero, quando sono seduto. Non è un posto isolato. Non è collocato in casa mia, si trova molto al centro della mia città.

Trovare l’ispirazione nella compagnia delle persone

Mi piacerebbe parlare con le persone anche quando dipingo. Ma quando sono nella buona e nella cattiva sorte, in un momento in cui sto concettualizzando, penso di aver bisogno di un po’ di pace. Anche quando faccio plein aria, cerco l’ispirazione. Molte volte sono andato in una strada molto molto trafficata o in un mercato affollato fare un plein air.

A volte trovo un angolo su cui nessuno si concentra davvero. Mi siedo lì e cerco di concettualizzare o provare a documentare quello che sto vedendo, grazie a un piccolo schizzo. Spesso cerco un po’ di isolamento durante la mia fase di concettualizzazione, e penso che questo mi piaccia.

Molte volte, invece, sono andato in posti dove ci sono bambini di strada. Essi scendono e si siedono accanto a me. Spesso cercano di darmi idee, “ehi, facciamo anche questo”, “mi fai vedere questo qui nel tuo dipinto”. Io, a volte, solo per il divertimento di quelle persone, le includo nei miei dipinti. Quindi mi metto a parlare con loro. Sono molto entusiasti di vedere quanto lentamente un pezzo di carta bianco cambi per rappresentare la scena.

L’importanza di condividere

Questo è gratificante. In realtà è un apprezzamento di ciò che sto facendo. Non sono molto diverso dalle altre persone, mi piace molto un buon apprezzamento. Penso di non essere un solitario.

Non sono un solitario quando si tratta di dipingere. In realtà, sono felice di condividere le cose e sono felice di mostrare davvero quello che sto cercando di fare. a meno che non sia un brutto momento. Nei momenti peggiori, chiunque vorrebbe stare lontano da me.

Io: Sai Tanay, ho passato molto tempo da sola e, ora, sto scoprendo il piacere di stare insieme, e penso che sia una cosa meravigliosa poter condividere un momento della tua vita con qualcuno, anche con uno sconosciuto.

Credo che tutti possano imparare qualcosa, anche con un semplice sguardo.

Aiutare le persone attraverso la pittura ad acquerello

Ma tornando a te, ho visitato il tuo sito e ho letto qualcosa di molto interessante, relativo alla vendita delle tue opere. Lavori con un’associazione che si occupa di bambini autistici. La trovo un’iniziativa davvero incredibile, inoltre vedo che ti adoperi molto per aiutare le persone.

T: Si, mi piace avvicinarmi alle persone che sono interessate all’arte. Sono molte le cose che posso insegnare, molte le cose che posso trasmettere come artista che ha iniziato dal nulla.

Per esempio, le persone mi fanno molte domande. Molti mi chiedono come seleziono i miei mezzi e le mie tecniche, se si tratta di pittura ad acquerello, se si tratta di acrilici, se si tratta di olio.

I consigli di un artista

Io spiego sempre che bisogna analizzare due aspetti. Punto primo, provare ogni mezzo, e si scoprirà, così, che sarà il giusto mezzo a scegliere la persona e non il contrario. Questo succederà nel momento in cui il mezzo starà lavorando insieme a lei. Io credo che il mezzo vi sceglierà.

Organizzo molti workshop, anche programmati per singole sessioni, quindi per un giorno solo. In questi momenti, parlo con molte persone online per aiutarle a chiarire alcune cose che stanno attraversando. E spesso faccio molti video su youtube per spiegare alcune cose. Ma quello che credo di aver imparato maggiormente è che ho la responsabilità di diffondere sotto la giusta luce le mie conoscenze.

L’interiorità dell’arte

Spesso mi fermo all’interno del mio viaggio, in alcuni momenti possiamo dire “mistici” e ho bisogno di ragionare da solo su come scegliere la giusta matita, il giusto foglio o il colore, come iniziare una composizione. Spesso ho bisogno di trovare un chiarimento e di capire tutte queste cose, e credo che ogni artista abbia la necessità di continuare a farlo sempre.

Si deve cercare una giusta linea, soprattutto quando ci si trova davanti alle persone. Mi aiuta molto ragionare dentro me stesso, mi aiuta pensare razionalmente a cosa sto facendo. Quindi, una cosa che mi aiuta molto è proprio ragionare sulla mia arte, sulle mie tecniche e su ciò che faccio davanti a una tela.

Sono molto felice di avere la possibilità di collaborare, fare workshops e incontrare nuove persone durante il mio viaggio all’interno di quest’arte.

Io: Sono felice di poter diffondere il tuo messaggio attraverso il mio podcast, spero che le persone si rendano conto che è un bel gesto e che, attraverso la tua passione, non stai solo creando vere opere d’arte, ma stai anche aiutando le persone.

Workshop sulla pittura ad acquerello

Ho notato che sei un artista molto attivo, organizzi workshop e corsi! Uno degli ultimi, se non sbaglio, era dedicato a chi voleva imparare a dipingere paesaggi.

Mi piacerebbe approfondire l’argomento con te, se potessi spiegare o dare qualche consiglio ai nostri ascoltatori, sarebbe fantastico!

T: I workshop sono tipicamente organizzati dalle istituzioni e, negli ultimi tempi, ho anche collaborato in alcune cose per aiutare le ONG o organizzazioni non governative o senza scopo di lucro, a raccogliere fondi per una buona causa. Credo che sia una cosa davvero unica pensare che stai contribuendo, in qualche modo, ad aiutare la tua società.

I consigli di un artista

Organizzo seminari, ma non molti. Penso che ci sia stato un tempo in cui stavo ancora cercando di scoprire me stesso in modo davvero razionale ed ero sicuro di essere abbastanza bravo da poter offrire un seminario a qualcuno, e quindi insegnare ciò che ho imparato.

Quindi, non faccio molti workshop, ma ne ho fatto qualcuno. Sono molto felice di andare là fuori, non posso far parte di molti workshop, perchè desidero davvero far parte di mostre d’arte in cui posso esprimere ciò che penso a riguardo.

Sono aperto a questo e sono sicuro che, se si presenterà l’opportunità, mi vedrai spesso attorno a questo tipo di argomento.

Io: Da quello che ho ascoltato, sei un uomo molto impegnato! Sono stata fortunata a trovare un po’ di tempo per chattare con te!

I progetti futuri

Tanay, hai nuovi progetti in programma?

T: Progetti? No, non ci sono progetti in programma ma, ciò che voglio fare è passare il resto della mia vita in viaggio. Non so cosa significhi il resto della vita in questo momento per me. Potrebbe essere tra un anno, tra dieci anni o tra cinquant’anni.

Viaggiare, conoscere il mondo e dipingerlo

T: Per il resto della mia vita, quello che voglio fare è dedicarmi a documentare il mio viaggio con i miei dipinti, sì. E voglio andare in profondità. In posti in cui le cose non sono state esplorate, o che molte persone non hanno visto.

Potrebbe essere un villaggio isolato o potrebbe essere un luogo nascosto al mondo. Voglio viaggiare e documentare questo. Il mio progetto è di uscire con i miei libri da tavolino.

Un viaggio insieme

Vorrei permettere agli altri di fare questo viaggio insieme a me, usando i miei dipinti come riflesso di ciò che sto attraversando.

Questo è ciò che desidero al momento. Aspetto il momento in cui saremo in grado di muoverci liberamente in tutto il mondo senza restrizioni.

Questo è il mio prossimo progetto se me lo chiedi. Fino a quel momento cercherò di documentare il più possibile i luoghi in cui posso viaggiare in questo momento.

Io: Tanay, ammiro molto i tuoi progetti, non mi aspettavo una risposta così forte. convinto di quello che vuoi fare e ti auguro davvero di poter portare a termine questo grande progetto.

Spero anche che si possa tornare presto a viaggiare, ad incontrarsi, a poter trascorrere insieme del tempo, che ora sembra così lontano.

Tanay, l’artista altruista

Voglio ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato e per le belle parole che mi hai detto. Voglio ricordare ancora una volta che, con la tua arte, non solo documenti la realtà del mondo, ma fai anche buone azioni.

Sono davvero felice di poter condividere tutto questo sul mio podcast, sei una persona che ammiro molto. Grazie per la chiacchierata!

T: Grazie Luna, è stato un piacere parlare con te. Come ho sempre detto, è importante parlare di arte con qualcun altro. Molte delle tue domande in realtà chiariscono le cose nella mia mente, cosa sto facendo, perché e quando farlo.

Quindi, grazie mille, è stato un piacere parlare con te.

Vota e commenta il mio podcast

Io: Grazie anche a chi ha ascoltato la terza puntata di “Sono Luna Dolph. Vita & Realtà”. Ho imparato molto grazie a questa chiacchierata con Tanay, e spero di avervi aiutato a capire meglio il mondo di cui abbiamo parlato.

Lasciami una buona recensione sui miei canali web, per incoraggiarmi a continuare questo viaggio. Iscriviti al mio podcast e su Instagram e contattami su lunadolph.com per consigli, critiche o semplicemente per conoscermi. Ci vediamo venerdì prossimo per un nuovo episodio! E non dimenticare: vivi e goditi il mondo reale!