Luna Dolph

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Luna Dolph

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Italian - July 23, 2021

Come fare il musicista in un mondo “falsamente semplice”

Il segreto per il successo del musicista Gianni? Convinzione, non abbattersi davanti alle difficoltà e amore per il proprio lavoro.

Salve a tutti e benvenuti a una nuova puntata di “Sono Luna Dolph – Vita & Realtà“. Io sono Luna, e vi ringrazio di essere qui con me. Nell’ultimo episodio abbiamo parlato del ruolo del Cantautore nella musica, con Maurizio Pallotta.

Oggi vorrei parlare ancora di musica, dal punto di vista di un musicista. Vorrei entrare ancora di più nel dettaglio, e scoprire altre esperienze, vissute dalle persone. Ho scelto di parlare con un uomo completamente immerso nel mondo musicale. Gianni Rocci è un cantautore, musicista e pianista. Sono davvero curiosa di sapere la sua storia, conosciamolo insieme!

Vuoi ascoltare invece di leggere? Ascolta il podcast:

Io: Ciao Gianni, è un piacere conoscerti!

Un musicista polivalente

G: Ciao Luna, io sono Gianni Rocci e sono un musicista, pianista e cantautore. Mi interesso molto anche di computer music e arrangiamento. Quindi, tutto ciò che riguarda la tecnologia, applicata alla musica. Sono il proprietario del Rod’s Garage. Si tratta di uno studio di registrazione che lavora sia sui miei progetti, che anche per conto di terzi.

Io: Sono davvero tantissimi i tuoi interessi Gianni! Immagino ci sia voluto molto tempo per riuscire a coordinarli tutti. Questo mi fa pensare che, la tua, sia una passione nata quando eri bambino! Correggimi se sbaglio.

G: In realtà, la passione della musica c’è sempre stata. Anche se, in modo diverso. Da bambino era una passione più latente. La voglia di fare musica, è arrivata piuttosto tardi. Ero già maggiorenne quando ho deciso di fare della musica un modo per vivere.

Io: Personalmente, sono sempre stata da sola, nel mio mondo. Prima di poter uscire da lì, ho incontrato delle persone che mi hanno aiutata a capire.

Mi sono confrontata, attraverso internet, sui problemi e sulle bellezze del mondo. Alla fine, ho scelto di andare avanti con il mio progetto. Ma, sono davvero contenta di aver parlato con loro, perché mi hanno spiegato tantissime cose.

Da dove nasce la passione di un musicista?

Io: Anche per te c’è stato un momento, un evento o un incontro speciale? Un qualcosa che ti ha fatto capire che la musica era la tua strada? Sono davvero curiosa di scoprire come un ragazzo sia diventato, poi, un grande musicista.

G: Come ti ho detto, sono sempre stato appassionato di musica. Da ragazzino, mi piaceva molto cantare e ballare. Anche frequentare le discoteche con gli amici. C’è stata una cosa che mi ha cambiato, e mi ha fatto venire voglia di entrare in questo mondo.

Il mio primo concerto. Avevo circa sedici anni. Andai con degli amici a vedere un concerto di musica Rock dei “Cult“. Erano gli anni ottanta e, in quell’occasione, sono rimasto davvero folgorato. Ebbi la sensazione che mi sarebbe piaciuto stare dall’altra parte, sul palco, e non tra il pubblico.

Io: Capisco benissimo le tue parole. Quando si è a un concerto, si vive una certa magia. Quello che si crea tra il pubblico e l’artista, è incredibile.

Gli ostacoli sul percorso di un musicista

Io: Ti sei avvicinato alla musica quando eri già adulto. Questo potrebbe causare dei problemi. Hai incontrato porte chiuse e ostacoli, lungo il tuo cammino? O è stato semplice entrare in questo mondo?

G: No, non direi. Non sono molto avanti con l’età ma, quando parlo della mia gioventù, parlo di molti anni fa. Quindi, di un sistema completamente diverso.

Nella cittadina dove sono cresciuto, non c’era la possibilità di avvicinarsi alla musica. O meglio, non era facile come potrebbe esserlo oggi. Non c’era, ovviamente, il mondo di internet, che apriva le conoscenze a chiunque. All’epoca, l’unica possibilità, era studiare musica. Nello studio, l’unica possibilità era la musica classica. Quindi, chiesi ai miei genitori la possibilità di poter studiare il pianoforte. Poi, iniziammo a cercare un insegnante disponibile.

Il fatto che fossi maggiorenne, mi ha un pò penalizzato. Gli insegnanti non volevano aiutarmi, nonostante pensassero che fossi portato. Alcuni rifiutarono, perché ero avanti con l’età. Quindi, avere la possibilità di studiare e trovare un’insegnante, mi ha costretto a viaggiare i primi tempi. Mio padre doveva accompagnarmi, perchè ancora non avevo la patente.

Però è stato molto bello. Fu un periodo che ricordo con grande affetto e felicità.

Io: Immagino che ci siano grandi difficoltà in questo mondo. Ostacoli, porte chiuse, delusioni.

Le differenze con il passato nello studio della musica

Io: Sicuramente, tra i nostri ascoltatori, ci sono molti giovani che hanno voglia di avvicinarsi al mondo della musica. A volte, si incontrano ostacoli e delusioni, che fanno perdere la speranza. Ma, tu non hai rinunciato al tuo sogno da musicista.

I tempi stanno cambiando, l’approccio alla musica anche e, spesso, i giovani non sanno come muoversi. Ci sono dei consigli, che vorresti dare a queste persone, per non gettare la spugna?

G: Fondamentalmente, oggi, il mondo dei ragazzi, è cambiato. La cosa che non funzione, è il fatto che i ragazzi pensano che sia tutto molto semplice. Dalla musica, alla medicina, all’ingegneria, allo sport, qualsiasi cosa.

Quando io ero ragazzo, si cresceva con un’idea completamente diversa. Si cresceva con l’idea che fare le cose, e farle bene, era molto difficile. Quindi, il fatto di dover studiare musica, per potersi avvicinare, era già il primo ostacolo da superare. Quindi, era importante credere in se stessi, nelle proprie capacità.

Oggi, il mondo è diventato più fittizio. Tutti pensano che basti avere un computer, per poter fare musica o registrare. Diciamo che viene un pò bypassato il lato della disciplina nella materia. Questo, perchè richiede un grande impegno.

Gli importanti consigli di un musicista

G: Io, voglio dare un consiglio ai giovani e alle nuove generazioni. Non bisogna, per forza, eccellere in tutto. Ma, dedicarsi a una cosa. Cioè, cercare di capire qual è il proprio talento, e dedicarsi, interamente, ad esso con sacrificio e dedizione. Questo sicuramente porterà dei risultati. Poi, ovviamente, le difficoltà si incontreranno sempre.

Quando si cresce, poi, si modificano anche le idee. Spesso, si parte pensando di voler fare successo. Poi, crescendo, si capisce che il successo non è solo diventare famoso. Il successo è anche riuscire a fare di una passione la propria vita. Quello che ti consente di mangiare e di vivere. Quindi, questo è un grande successo.

Io: Grazie Gianni, hai dato dei consigli importantissimi. Come hai detto tu, i tempi sono cambiati tantissimo.

Il rapporto tra musica e social, visto da un musicista

Io: Credo che internet stia incidendo molto, su questo cambiamento. Sta prendendo sempre di più piede nelle vite delle persone. Infatti, ci ritroviamo spesso a guardare delle vite fittizie, dietro a uno schermo. Immagino che questo modo di vivere, crescerà sempre di più.

Credi che ci sia un modo, attraverso al musica, di riportare le persone ad amare il mondo che le circonda?

G: La musica, sicuramente, ha un grande potere. La musica potrebbe fare miracoli, come ha fatto con me. Il problema è del nostro sistema. Di come viene fruita, oggi, la musica. Oggi, non si dà più tanta importanza alla forma d’arte in sé. I ragazzi sono portati a seguire un personaggio, tramite questi social. Essi, non si curano più di quale sia il valore artistico di quel determinato personaggio. Conta, semplicemente, la sua popolarità.

Un aiuto da parte del sistema

G: In questo momento, quindi, dovrebbe essere il sistema ad aiutare.

L’Italia, sicuramente, non valorizza nel giusto modo l’arte. Una volta era molto più difficile il percorso di studi. Richiedeva, ovviamente, una dedizione. Adesso, il nostro stato, ha deciso di cambiare le cose. Ad esempio, il conservatorio, ai miei tempi durava 10 anni, adesso ne bastano 3, per prendere una laurea.

Questo dovrebbe cambiare. Il sistema dovrebbe riuscire a dare importanza a ciò che è davvero importante. Non dovrebbe dare l’illusione, a chiunque, di poter essere qualsiasi cosa. Anche perché, i giovani, rischiano di trovarsi, in futuro, di fronte a una realtà devastante. Le loro competenze, anche “certificate” dal nostro sistema, non saranno competenze reali. Questo sarà un bel pugno allo stomaco.

Quindi, credo sia importante affrontare le cose con grande serietà e dedizione.

Io: Se deve esserci un cambiamento, deve partire proprio dalla base. E, credo che sia necessario, per i giovani, questo cambiamento. Soprattutto perché si parla del loro futuro.

Un musicista impegnato nella scrittura

Io: Mi piacerebbe parlare un pò del tuo percorso, perchè so che hai molte cose da raccontare. All’inizio hai detto che sei, oltre a un musicista, anche un cantautore. Scrivi testi solo per te o anche per altre persone?

G: La mia passione per la musica nasce dal fatto che, già da ragazzo, scrivevo canzoni. Ancora non studiavo musica, non ero capace di suonare. Avevo, però, una propensione per lo scrivere canzoni. Poi, ovviamente, il percorso e lo studio, sono diventati un tutt’uno. Cioè, ho studiato musica classica, ma ho continuato a scrivere canzoni pop rock per me stesso.

Negli anni, poi, è semplicemente capitato di avere delle richieste da altre persone. Mi chiesero di aiutarli a scrivere canzoni, a cambiare le parole di un testo, le rime, le frasi. Anche a buttare giù una struttura. Quindi, piano piano, è diventato anche un lavoro.

Condividere e aiutare gli altri

G: Non so per quale motivo, ma questa è una cosa che mi viene abbastanza facile. Io non mi dedico mai alla scrittura delle canzoni. Non posso dire di essere un cantautore molto prolifico. Non ho una grandissima produzione alle spalle, proprio perché non mi dedico mai alla scrittura. Cioè, non mi piace mettermi lì a pensare di voler scrivere una canzone. Quando viene, viene.

Con le altre persone mi viene più facile, perché l’idea mi viene portata e sottoposta da una terza persona. Io, devo semplicemente lavorare su quello. Per me stesso faccio più fatica, ma è una cosa che mi viene abbastanza facile.

Io: Trovo interessante il fatto di potersi confrontare con altri artisti. Quando si mettono insieme più teste, si può creare qualcosa di incredibile.

Un musicista e le sue esperienze indimenticabili

Io: A livello di esperienze, Gianni, credo tu abbia un bel bagaglio pieno. Ce n’è qualcuna che ti è rimasta di più nel cuore? Qualche collaborazione, concerto o evento?

G: Guarda Luna, sicuramente, ho tantissimi ricordi di questo mondo. Possiamo mettere sul piatto della bilancia come sono stato ripagato, emotivamente ed economicamente. Quello che mi costringe a rimanere in questo mondo, è il lato emotivo. Per quello economico, diciamo, ci sono periodi che sarebbero davvero da bypassare.

Mentre, dal lato emotivo e di esperienza, sicuramente mi ha dato molto. Le cose che ricordo con grande trasporto, sicuramente, riguardano il periodo di quando ero più ragazzo. Ho passato anni a suonare nei locali, nei pub. Quello è stato un periodo davvero bellissimo. Fortunatamente, c’è sempre stato un grande feeling con il pubblico. Ho avuto sempre un ottimo riscontro.

Poi, ho vissuto un altro periodo nel quale, essendo un “esperto” di tecnologie applicate alla musica, ho avuto la possibilità di lavorare come specialista di prodotto. Come rappresentante di alcuni prodotti di aziende. In particolare, un’azienda americana, con la quale ho lavorato per tanti anni, e poi altre aziende. Un paio inglesi, producevano prodotti tecnologici molto particolari. Grazie a questo lavoro, ho avuto la possibilità di lavorare con grandi produzioni discografiche. Anche a tournée e programmi televisivi.

Carriera e divertimenti

G: In questi anni, ho avuto anche, più di una volta, la possibilità di andare a Los Angeles. Lì, a gennaio, avviene la presentazione di un evento unico al mondo, dove si presentano tutti i nuovi prodotti dedicati alla musica. E ci sono tutti i personaggi famosi. Ho avuto la possibilità di conoscere i dream teather, i musicisti dei Toto, il grandissimo Alan Parsons, produttore di “The dark side of the moon” dei Pink Floyd, o ancora Stevie Wonder.

Essendo poi, uno che andava lì, non come ospite ma come rappresentante di un’azienda, ho avuto la possibilità di parlare con questa gente. Di scambiare idee su quel determinato prodotto, invece che su quell’altro. E poi, dopo le 7 di sera, era una grande festa nei vari hotel lì attorno alla fiera. Con tutti questi personaggi, si beveva nei bar, c’erano concerti. Insomma, è stato molto bello.

Ma, sono sempre convinto che le cose migliori debbano ancora venire. Quindi, nonostante la mia veneranda età, sto cercando di tornare nuovamente alla musica dal vivo. Nonostante il periodo non sia proprio favorevole a questo tipo di eventi, sto preparando le nuove performance e i nuovi concerti.

Io: Speriamo vada bene! Gianni, sarei davvero curiosa di venire a vedere un tuo concerto. 

È davvero incredibile tutto quello che mi hai raccontato. Hai un grande bagaglio alle spalle! Dei ricordi fantastici, che penso ti porterai sempre nel cuore.

Le sfide da affrontare

Io: Vorrei sapere un’altra cosa. Tu hai una sorta di malattia, che non è molto conosciuta, ma che molti giovani si trovano a fronteggiare. Molti non sanno come affrontarla. Puoi dirci qualcosa in più su questo argomento?

G: Io dico sempre che non è una malattia, è una patologia. Malattia, diciamo, sono cose ben più gravi.

Anche questo mio modo di vedere le cose, mi ha aiutato, e mi aiuta, a convivere tranquillamente con con la mia patologia. si chiama “distonia focale”, o “distonia del musicista”. Questa è una patologia che colpisce moltissimo i musicisti.

Si classifica come task specific, cioè, del movimento. Chi ripete gli stessi movimenti, per ore, giorni, settimane, mesi, anni, per tutta la vita, rischia di essere colpito da questa patologia. Praticamente, non fa riconoscere al cervello il movimento giusto da fare. Quindi, nel mio caso, io vorrei schiacciare un tasto e invece il dito si muove al contrario. Purtroppo, è una bella rogna.

Attualmente, non ci sono cure, non c’è molto da fare. All’inizio, quando ho cominciato ad avere questi problemi, mi sono rivolto agli specialisti della mano. Ho girato tutta l’Italia, dalla Puglia al Trentino, passando per Roma, Firenze, Bologna. Ho girato davvero tantissimo e, all’inizio, non si sapeva proprio assolutamente niente.

Come affrontare i problemi e rialzarsi?

G: Mi hanno operato due volte. Poi, ho scoperto che non sarebbe servito, e ho fatto tantissimi tipi di terapie nuove. Anche iniezioni di botulino, tipo quello che si fa anche per essere più belli. Quindi, non è servito a niente, ma sicuramente ho una bella mano.

Alla fine, ho trovato un dottore, lo dico tranquillamente, si chiama dottor Elmar Abram. Ci tengo a dirlo, perché è una persona che ha dedicato la sua vita, a cercare di capire questo tipo di patologia. Con lui ho iniziato, con un grandissimo lavoro di movimenti e niente chirurgia. Semplicemente, cercando di rieducare il cervello a fare il movimento giusto.

C’è tantissima gente, che ho conosciuto, che ha la mia stessa patologia. Molti cercano di non ammetterlo, e cercano sempre di giustificarlo in modo diverso. Ad esempio con il tunnel carpale. Questo, perché non si vuole accettare una patologia davvero subdola, che porta anche alla depressione. Negli anni, ho conosciuto davvero tantissima gente. Da chitarristi, sassofonisti, anche cantanti, che hanno questa patologia. 

Posso dire, anche in questo caso, non abbattetevi. Io ho cercato di non mollare. Ovviamente, devi fare un compromesso. Non riesco più a suonare ai livelli a cui suonavo anni fa. Però riesco comunque a suonare e a portare a termine quello che mi interessa.

Io: Grazie per queste parole e per questi consigli. Credo sia importantissimo ascoltarli, per chi sta vivendo questa cosa. E grazie anche per averci consigliato un dottore. Magari c’è chi si trova da solo in questa situazione e ha bisogno di qualcuno, di un aiuto, di un consiglio. Quindi, le tue parole saranno sicuramente utilissime per i nostri ascoltatori.

Mettere il cuore nel proprio lavoro

Io: Vorrei concludere con una domanda un po’ personale. C’è qualche canzone, del tuo repertorio, che ti è rimasta nel cuore? Di cui ti piacerebbe parlare al nostro pubblico?

G: Come ti ho detto prima, io non sono un cantautore molto prolifico. Le canzoni che ho scritto negli anni, probabilmente, sono tutte legate a qualcosa. Un qualcosa che ha scaturito, per me, la necessità di mettere in musica quel pensiero, quell’esperienza, quella sensazione.

A dire il vero, non riascolto spesso le mie canzoni. Però, quando le riascolto, ognuna di loro mi riporta a un vissuto particolare, di un determinato periodo. Sono molto legato a “Tutto tranquillo”, che è una canzone che trovate anche su youtube sul mio canale: Rod’s Garage Music. Sicuramente, è una canzone che ho scritto molto giovane. Racconta una storia d’amore triste, in modo abbastanza celato. È la storia di un mio amico, che purtroppo non c’è più da tantissimi anni.

Diciamo, tutte le canzoni che ho scritto, mi riportano un velo di malinconia piacevole. Quindi, ascoltate le mie canzoni, ascoltate le produzioni che ho fatto e quelle che verranno.

Vedremo che sensazioni scaturiranno in voi. Diciamo che quando scrivo una canzone, non vorrei mai dare un’idea precisa di quello di cui parla. Mi piace pensare che ogni ascoltatore, possa viverci la sua storia personale. E spero di riuscire in questo.

Una speranza per il futuro

Io: Gianni, grazie davvero per queste spiegazioni, sono incantevoli. Dopo anni, parli della musica come di un grande amore, e questo è incredibile. Un artista che ama il suo lavoro e non si stanca mai di farlo, nonostante gli ostacoli che si incontrano lungo il cammino.

Allora, hai detto che vorrai tornare presto dal vivo!

G: Sì luna! Speriamo di vederci dal vivo al più presto! Speriamo anche quest’estate, chi può dirlo. Certo, sembrava stesse ripartendo qualcosa. Mentre, ora, pare che si vada di nuovo verso restrizioni. Non so, noi continuiamo a lavorare. Prima o poi, arriverà il momento di tornare.

Io: Sicuramente, Gianni! Allora, io ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, e per tutte le parole che mi hai detto. Questo, è stato un insegnamento grande per me. Ho imparato tantissimo, grazie alle tue parole, sei un grande musicista. Magari, in futuro, ci ritroveremo a parlare di qualche novità nella tua carriera.

G: Grazie a te, Luna. Per me, è stato un vero piacere. Spero di ritrovarci presto con nuove storie.

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Grazie anche a chi ha ascoltato questa nuova puntata di “Sono Luna Dolph. Vita & Realtà”. Ho imparato molto grazie alla chiacchierata con il musicista Gianni. Spero vi sia piaciuto ascoltare tutte le sue esperienze. Ma, soprattutto, avete trovato interessanti i suoi consigli? Fatemi sapere cosa ne pensate!

Lasciami una buona recensione sui miei canali web, per incoraggiarmi a continuare questo viaggio. Iscriviti al mio podcast e su Instagram e contattami su lunadolph.com per consigli, critiche o semplicemente per conoscermi. Ci vediamo venerdì prossimo per un nuovo episodio! E non dimenticare: vivi e goditi il mondo reale!