Luna Dolph

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Italian - July 2, 2021

Art collection manager, passione e lavoro

Sai cos'è un Art Collection Manager? Scopriamolo, insieme a tanti consigli e spunti sul mondo dell'arte, grazie a Raffaella!

Salve a tutti e benvenuti a una nuova puntata di “Sono Luna Dolph – Vita & Realtà”. Io sono Luna, e vi ringrazio di essere qui con me. Nell’ultimo episodio abbiamo parlato del collegamento tra Cosplay e videogiochi con Federica.

Oggi vorrei parlare di un nuovo argomento, legato alla pittura e al collezionare dipinti. Ho contattato una giovane ragazza che è partita dall’ammirare le rappresentazioni che vedeva su dei puzzle quando era piccola. Da questa sua passione è nato poi il suo lavoro. Stiamo parlando di un’Art Collection Manager, Raffaella.

Sono davvero curiosa di scoprire la sua storia! Conosciamola insieme!

Io: Ciao Raffella, è un piacere conoscerti. Nei miei podcast si può notare quanto io sia incuriosita dal mondo dell’arte. Ogni settimana sto chiacchierando con degli artisti per apprendere sempre di più su tutte le discipline che si trovano dietro alla cultura.

R: Ciao Luna, grazie mille per avermi invitata, è un vero piacere conoscerti. Io sono Raffaella e vivo nel Regno Unito, a Londra. Lavoro qui nel settore dell’arte.

La passione per i dipinti nata da bambina

Io: Ho curiosato un pò sul tuo profilo e ho visto che sei molto interessata all’arte. Mi domando se si tratti di una passione recente o se tu ti sia innamorata del mondo dei dipinti quando ero bambina. Personalmente, mi sono avvicinata alla pittura poco fa, non ho avuto modo di conoscere questa disciplina prima e posso dire che me ne sono completamente innamorata.

R: Questa, Luna, è una passione che è nata quando ero una bambina, quando ero molto piccola. Ho questi ricordi di quando avevo quattro o cinque anni, e andavo nel negozio di mia nonna.

Lei aveva una cartoleria, in cui vendeva oggettistica ma anche cose per la scuola, e aveva questi scaffali pieni di puzzle che rappresentavano delle opere d’arte.

Il primo approccio ai dipinti famosi

La Notte Stellata, di Van Gogh
Van Gogh, La Notte Stellata

R: Mi ricordo che da bambina guardavo in alto e vedevo: “La Notte stellata” di Van Gogh, “La Nascita di Venere” di Botticelli, i putti di Raffaello.

Da bambina guardavo molto ammirata quei dipinti e cercavo di riprodurli su carta. Era un mondo che mi affascinava tantissimo. Quindi, direi che, da lì, è nata la mia passione per l’arte. Ho cercato poi, di trasformare questa passione in un lavoro.

Vedere i dipinti per la prima volta

Io: Davvero incredibile pensare che una bambina si sia appassionata così tanto da voler poi continuare su quella strada. I bambini hanno una fantasia molto sviluppata, ti ricordi cosa hai provato la prima volta che hai visto dei dipinti con i tuoi occhi?

R: Quando ho visto i miei primi dipinti, con la consapevolezza di trovarmi davanti a delle opere d’arte, credo di aver avuto tredici o quattordici anni, e mi trovavo agli Uffizi a Firenze.

Gli Uffizi sono un museo bellissimo, ti consiglio di visitarlo, se non l’hai mai fatto. In quel momento, mi sono trovata davanti “La Primavera” di Botticelli che, fino a quel momento, avevo visto soltanto sui libri di storia dell’arte, a scuola. Quando l’ho visto dal vivo, mi ha trasmesso un senso di meraviglia e di stupore grandissimo.

Ho così realizzato, per la prima volta, quanto l’arte fosse in grado di trasmettere ciò che realmente vuole dire alle persone che si trovano davanti all’opera.

Studiare i dipinti a scuola e vederli, poi, nella realtà

R: Posso dire che è stato un sentimento bellissimo. E quello, è stato proprio il mio primo incontro con un’opera d’arte. Era incredibile sapere che mi trovavo davanti ad un’opera d’arte che, fino a quel momento, avevo solo studiato a scuola.

Quando ero alle elementari, o alle scuole medie, il mio interesse per i dipinti era un pò sceso. Quando poi ho iniziato di nuovo a studiarli, alle superiori, e a poter poi visitare un museo, è cambiato tutto.

Io: Eri davvero una bambina quando ti sei appassionata ai dipinti, lo trovo incredibile ed emozionante. Mi hai raccontato di quello che hai provato la prima volta.

Scorrere del tempo e percezione diversa dei dipinti

Io: Sono sicura che, con il passare del tempo, la tua percezione per l’arte e per i dipinti sia cambiata. Le nostre idee, i nostri sentimenti, sono in continua evoluzione. Cosa rappresentano per te, ora, i dipinti?

R: L’arte, negli anni, è sicuramente cambiata e così anche la mia percezione verso essa. Come ho detto prima, quando andavo in questi musei, mi ritrovavo ad avere un senso di stupore e di meraviglia, davanti a un’opera d’arte che avevo studiato a scuola.

Crescendo, invece, l’arte è diventata una specie di rifugio, se possiamo chiamarlo così, soprattutto nei momenti di grande difficoltà. La paragono un pò alla musica. La musica è accessibile a tutti, e non serve conoscere il testo, conoscere le parole, o addirittura capire le note, per sentire che la musica capisce i nostri sentimenti.

Esprimere i propri sentimenti attraverso l’arte

R: A me succede lo stesso con l’arte. Per me è incredibile pensare che un artista possa esprimersi sulla tela, o su un altro medium, quindi possa scolpire, possa realizzare un pezzo d’arte digitale. In questo modo può portare fuori di sé i suoi sentimenti, che spesso rispecchiano anche quelli che sento io.

Mi ha aiutata tantissimo negli anni. Nei momenti di sconforto, è stato utile pensare che un artista come Rothko sia riuscito a rappresentare l’angoscia sulla tela. Poi, andare alla Tate Modern a vedere questi suoi dipinti, e sapere che qualcun altro ha provato i miei stessi sentimenti, mi ha davvero aiutato a uscire da momenti di sconforto. Ovviamente, allo stesso tempo, ci sono alcune opere d’arte che mi rendono anche molto felice.

Quindi, per me, è proprio una terapia. Io adoro i dipinti, e adoro i musei. Vorrei che le persone riuscissero ad avvicinarsi di più all’arte proprio per poter provare ciò che provo io.

I dipinti come aiuto per avvicinarsi o scappare dalla realtà?

Io: Hai parlato di arte come rifugio. Personalmente, noto sempre di più che le persone stanno cercando di scappare dalla propria realtà, dal mondo in cui vivono, di nascondersi dietro a uno schermo e creare una vita inventata. Ecco, vorrei chiederti se, per te, l’arte è più un modo per evadere da questa realtà, o un modo per collegarti di più a ciò che ti circonda.

Credi che i dipinti e l’arte possano aiutare anche le persone a ricollegarsi un po con il mondo in cui vivono?

R: Hai perfettamente ragione Luna. Io non penso che l’arte sia un modo per scappare dalla realtà. Al contrario, credo che l’arte sia proprio un modo per connettersi di più con essa.

Quindi, non deve necessariamente essere un momento di condivisione, non si deve pensare all’arte come qualcosa che devi vedere per forza con qualcuno. L’arte è, secondo me, un modo per connettersi con i propri sentimenti e con la propria realtà, e forse anche capire che bisogna vivere in questa realtà. Bisogna affrontare i propri sentimenti e in questo l’arte può aiutare davvero.

Io: Concordo con te Raffaella. Mi ritrovo spesso ad osservare dei quadri e a vagare con la mente, credo sia un momento per stare da soli e per ritrovarsi.

Art Collection Manager, passione che diventa lavoro

Io: Comunque, siamo partiti parlando un pochino dell’arte e di quello che rappresenta per te. Ma, partendo dal tuo amore per i dipinti, sei arrivata a farne un vero e proprio lavoro. Com’è collegata quindi l’arte al tuo lavoro?

R: Allora, io di lavoro faccio l’Art Collection Manager. Questo è un lavoro un pò particolare, unico nel suo genere. Mi occupo di guardare delle collezioni private di alcuni clienti. Loro, poi, mi spiegano cosa vogliono dalla loro collezione, in termini di crescita di valore nel tempo.

Con la mia azienda, stabiliamo un piano che serve, anno dopo anno, a garantire che la collezione stia andando in quella direzione. Quindi, mi occupo di fare ricerche di mercato nel settore dell’arte, di controllare il valore degli artisti e di essere informata sui trend di settore.

I dipinti per rompere le barriere tra le persone

R: Fare questo lavoro mi dà la possibilità di vedere tantissime collezioni d’arte, anche importanti. Tantissime opere private che, quindi, non sono visibili a tutti.

Questo mi ha fatto capire ancora di più, quanto sia importante spingere le persone a interessarsi all’arte. Soprattutto quelle che provano il blocco di cui parlavo prima. Questo muro che impedisce un pò l’accesso all’arte.

Proprio perché, nel lavoro che faccio, mi trovo ad avere contatti con persone che sono già nel settore, questo mi piace. Mi piacerebbe però, parlare di più con le persone che vogliono avvicinarsi all’arte ma che, fino ad ora, non hanno avuto i mezzi. Chi non ha avuto gli strumenti, o si è trovato un pò intimorito dall’ingresso in questo settore.

Io: Infatti, Raffaella, tengo molto a questi podcast, perché sono indirizzati alle persone con una passione. Mi rivolgo a coloro che ogni giorno portano avanti un messaggio, attraverso l’arte. Ma, anche a coloro che vorrebbero avvicinarsi. A coloro che non hanno i mezzi, o non hanno quel pizzico di coraggio che basta, per buttarsi e provare.

Cos’è un Art Collection Manager? Consigli.

Io: Tu ce l’hai fatta. Hai trovato il giusto coraggio, e hai seguito la tua passione. C’è qualche consiglio che vorresti dare alle persone che ci stanno provando?

R: Sicuramente, il primo consiglio che darei è quello di cercare di informarsi il più possibile. Non solamente attraverso internet, o attraverso la lettura di libri, se pure sono importantissimi. Consiglio anche i libri, alcuni sono molto interessanti, e ci aiutano a capire, soprattutto l’arte moderna e contemporanea.

Però, sicuramente, consiglierei di andare nei musei. Consiglierei di andare nelle gallerie d’arte, e fare domande. Cercare di superare questo scoglio, che vede l’arte come un settore un pò d’élite. Non è assolutamente così, l’arte è aperta a tutti.

Un inizio fatto di compromessi

R: Inoltre, consiglierei, se si vuole davvero lavorare nel settore, di cercare di entrare in aziende che si occupino di ciò. Anche attraverso posizioni che inizialmente non interessano. Io, inizialmente, sono partita come assistente di dipartimento nell’azienda in cui sono tuttora. Successivamente, mi sono spostata nel settore dell’Art Collection Management e ho imparato tantissimo.

Senza prima aver fatto esperienza, non sarei mai arrivata dove sono adesso. Nonostante all’inizio non credevo fosse qualcosa che potesse interessarmi, in realtà si è trasformato in qualcosa di molto utile. Questo mi ha permesso di arrivare alla posizione attuale.

Quindi, consiglio sicuramente di entrare nel mondo del lavoro, con una posizione nel settore, anche se non è quella che si desidera.

Io: Sono dei consigli molto importanti, Raffaella. A volte è utile scendere a compromessi per iniziare. Prima di riuscire a raggiungere i propri obiettivi si deve fare diversa strada.

Ricordi di esperienze passate

Io: Quindi, hai fatto molte esperienze prima di arrivare al lavoro che stai facendo oggi. Immagino che tu abbia anche viaggiato tantissimo. Vedo l’arte come un mondo sempre in movimento, piena di novità e di rinnovamento.

Mi piacerebbe sapere se c’è qualche viaggio che ti ha lasciato il segno. Qualche esperienza che ti è rimasta nel cuore.

R: Direi che sono stati sono stati due i momenti e le città che mi hanno un po’ segnata. Che mi hanno colpita e, sicuramente, hanno plasmato un po’ la mia la mia carriera fino ad ora.

Gli studi per portare avanti un progetto importante

R: La prima è stata Siena, in Toscana. Qui è dove ho frequentato l’università. Mi sono laureata in Economia, che sembra apparentemente qualcosa che non c’entri molto con l’arte. In realtà, ai tempi, ero molto interessata alle materie più tecniche, scientifiche, economiche. Volevo già a lavorare nel settore dell’arte, ma non sapevo in che modo, e quindi, pensavo di fare qualcosa nella gestione. Un po’ dietro le quinte del settore. Così ho scelto la laurea in Economia.

Siena, naturalmente, tutti sappiamo che è una città meravigliosa, una delle più belle per me. Siena è una città molto antica, piena di monumenti e di opere d’arte che, possiamo dire, appartengono al passato. È proprio lì che ho iniziato a capire che, la città, ha una certa resistenza all’innovazione, così come avviene in tutta l’Italia, purtroppo.

Anche se, devo dire che, attualmente, trovo che dei progetti molto interessanti stiano nascendo in Italia, per quanto riguarda l’arte contemporanea. Però, diciamo che, complessivamente, l’Italia non è un paese a cui piace valorizzare gli artisti contemporanei e l’arte contemporanea in generale.

Quindi, Siena stata proprio la città che mi ha fatto innamorare del patrimonio artistico culturale dell’Italia. Ma, allo stesso tempo, mi ha lasciato un po’ un senso di mancanza di qualcosa di più nuovo, come se non fosse adatta alle persone più giovani.

Il viaggio come mezzo importante per conoscere il mondo

R: Per questo motivo mi sono trasferita a Londra che, invece, è una città che ama il nuovo, la storia contemporanea e l’arte. Addirittura, potrei dire che ama l’arte più dell’Italia. Per lo meno Londra, non tutta la nazione.

Ed è stato proprio qui, invece, che ho studiato Art Business, da Sotheby’s Institute of Art, l’università affiliata alla casa d’aste. Qui sono entrata in contatto con una collezione molto interessante, molto innovativa, una collezione di arte contemporanea cinese. Essa è visitabile in realtà virtuale.

Ho lavorato per diversi mesi insieme a questi collezionisti, e ho trovato il loro modo di presentare l’arte veramente innovativo. Il loro è uno sforzo incredibile di rendere l’arte accessibile a tutti. Questo, mi ha proprio fatto capire quant’è importante innovare per far sì che le persone non si sentano escluse o lontane dall’arte. Basta davvero poco, a volte, per cambiare questa situazione.

Progetti di innovazione nel mondo dei dipinti

Io: Che peccato che un mondo così bello, così ricco, non venga valorizzato abbastanza. Può dare davvero tanto alle persone. Ma, comunque, hai detto che ci sono dei nuovi progetti, che stanno mettendo in moto, per per dare più di importanza a questo mondo. Posso chiederti quali?

R: Certo Luna. A me lo raccontano i miei amici, o anche su Instagram tante persone. Spesso mi ringraziano, perché sono andate a visitare una determinata mostra o una galleria che gli ho consigliato. E questo mi rende felicissima.

Ci sono anche realtà di vendita online di opere d’arte. Vedo che anche molti artisti hanno deciso di bypassare il sistema delle gallerie, e di promuoversi attraverso i social. W quindi di vendere on-line. Poi, ci sono aziende non strettamente italiane, che stanno nascendo e che operano online. Esse fanno un lavoro molto interessante, e vendono anche in Italia.

Posso citarne un paio se vuoi.

Chi sceglie l’innovazione per andare incontro alle persone

R: Abbiamo, ad esempio: “Avant Arte“, che è un’azienda olandese. Anche loro, hanno come core business quello di avvicinarsi di più ai giovani, alla nuova generazione. Vogliono abbattere queste barriere, che ci sono nel mercato dell’arte. Per fare questo, realizzano delle collaborazioni con artisti in edizioni limitate. Poi vendono, ad esempio, le stampe che vengono fuori da una collaborazione. O un numero limitato di sculture. Questo, permette ai giovani di possedere un pezzo d’arte, senza doverlo pagare le cifre a cui invece siamo abituati a sentire all’asta o nelle gallerie.

In realtà, c’è una una compagnia italiana che fa qualcosa di molto simile. Si chiama: “Onstream Gallery“. Anche loro fanno delle collaborazioni con artisti emergenti. Però, è un po’ diverso dall’azienda che ti ho citato prima. E anche loro vendono queste collaborazioni a persone giovani, che vorrebbero avvicinarsi all’arte. Quindi gli danno gli strumenti per capirla, e anche per acquistarla. Quindi, per avere proprio un pezzo d’arte.

C’è un’altra compagnia con cui sono venuta a contatto molto recentemente, si chiama “Artscapy“. Questa compagnia invece è stata fondata da un italiano e la sua compagna a Londra. Si tratta di una specie di social network dell’arte, che ha anche al suo interno degli strumenti per gestire la propria collezione d’arte, dei giovani collezionisti.

Piccole realtà in continua crescita

R: Ci sono, quindi, tante realtà ancora piccole, perché questo settore è sempre stato dominato da un duopolio di case d’asta. Quindi, da due case d’asta principali, da due o tre case d’asta secondarie, e poi da gallerie, che hanno nomi importantissimi.

Quindi, è difficile anche per una compagnia piccola inserirsi in un settore così storico, che ha dei giganti al proprio interno. Che non hanno intenzione di cedere nemmeno un pezzo del loro mercato.

Anche se, credo che le cose cambieranno sicuramente con la nostra generazione e quella dopo.

Una rivoluzione nel mondo del collezionismo d’arte

Io: Credo sia importante che tutti comprendano quanto magnifico sia il mondo dell’arte. Tu ne parli con tanta passione. Ho scelto di parlare con degli artisti proprio per riuscire a comprendere cosa si nasconde dietro a queste discipline. Credo che nessuno possa spiegare l’arte, meglio di chi vive di arte.

Hai detto, quindi, che secondo te ci sarà una rivoluzione. Secondo te da dove dovrebbe partire e dove dovrebbe avvenire?

R: La rivoluzione dovrebbe partire da noi. Non noi operatori del settore, ma noi persone comuni. Molte persone purtroppo, nella loro vita, non hanno avuto modo di avvicinarsi all’arte. Avendo quindi perso la possibilità di provare delle emozioni forti grazie all’arte.

Non è detto che l’arte va capita, a volte non c’è proprio niente da capire. Le persone forse si bloccano perché pensano di non essere in grado di capire. Ma non sempre c’è bisogno di capire cosa ci sia dietro. Puoi vederci quello che vuoi, puoi leggerci quello che ti senti.

Mi accorgo, però, che tante persone, non solo delle generazioni prima di me, anche della mia generazione, non hanno avuto mai modo di avvicinarsi all’arte. Quindi, gli è stato un po’ precluso tutto questo settore.

La rivoluzione potrebbe partire proprio da queste persone, avvicinandosi di più all’arte, ai musei. Naturalmente, le istituzioni giocano in questo caso un ruolo fondamentale. Credo che, negli ultimi anni, si stia iniziando a capire che bisogna invogliare un po’ le persone ad ad andare nei musei.

Seguire un esempio per raggiungere i risultati

R: Ci sono diversi diversi strumenti per fare questo. Io credo che possiamo guardare all’esempio anglosassone, come un grandissimo esempio di gestione dei musei. Mi piace sempre dirlo, i musei sono quasi tutti gratuiti L’ingresso è sempre gratuito, a meno che non si tratti di una mostra particolare.

Quindi, penso che le cose cambieranno in questo senso. Penso che la gente si stia interessando sempre di più ai musei e alla cultura. Anche perché, essa rappresenta la tua nazione.

Credo sia importante sapere che la tua nazione ha prodotto dei capolavori, che sono molto rinomati in giro nel mondo e che tutti li vogliono. Soprattutto che la gente sia disposta a pagare per vederli. Penso sia anche un motivo di orgoglio. E non dobbiamo sempre guardare al passato, ma dobbiamo guardare anche ai nostri artisti di oggi.

I luoghi d’arte, un mezzo per comprendere

Io: Come hai detto tu, bisognerebbe dare dei mezzi alle persone, per aiutarle ad avvicinarsi a questo mondo. Immagino che in tantissimi siano interessati all’arte e ai dipinti, ma senza le possibilità giuste, non possono muoversi. Penso che i musei possano essere un mezzo, anzi, un luogo importantissimo.

Un luogo in cui le persone possono vedere con i propri occhi, possono comprendere la realtà e capire che cosa hanno di fronte. Volevo proprio chiederti, visto che i tuoi amici ti ringraziano per i consigli, se potessi consigliare a me e ai nostri ascoltatori qualcosa. Puoi consigliare un museo o una mostra interessante per chi è appassionato o per chi vuole avvicinarsi?

Art collection manager, un’arte differente

R: Luna, se tu dovessi mai venire a Londra, c’è un museo che vorrei assolutamente consigliarti. Questa volta vorrei distaccarmi un po’ dall’arte, ovvero da quella che si chiama “Fine Art”. Cioè, quella che comprende quadri, sculture, arte non decorativa. Vorrei assolutamente consigliarti di andare al Museo di Storia Naturale di Londra, è veramente un museo stupendo.

Potresti vedere tantissimi animali, tantissimi resti di dinosauri, pianeti. Potresti scoprire di più sul nostro pianeta, sulla Luna, sui fenomeni naturali come: i terremoti, le eruzioni dei vulcani. Anche questo è un museo che attira tantissimo le persone, forse più di un museo d’arte.

Mi piace molto, perché hanno trovato il modo per renderlo davvero interessante. Oltre a questo, ci sono spesso delle mostre di fotografia. Una la andrò a vedere tra poco, e sicuramente ti manderò delle foto, Luna. Si tratta della mostra dello scatto più strano mai fatto ad animali selvatici.

Io: Mi piacerebbe molto ricevere le foto e vedere una cosa così particolare. Ti ringrazio, Raffaella, per il pensiero!

Fine Art

Io: Per riavvicinarci al mondo dei dipinti, invece. C’è un luogo che mi consiglieresti, dove poter ammirare dei dipinti con i miei occhi e dove potermi perdere per un momento?

R: Sicuramente, Luna, ti consiglierei, ancora una volta, di viaggiare il più possibile. Di venire a Londra, e di visitare la “Tate Modern“. Questo è un museo meraviglioso, che dà spazio a tutta l’arte contemporanea, da tutti i paesi del mondo.

Vedresti tantissime opere. Potresti vedere gli artisti moderni più famosi come: Picasso, Andy Warhol, Joseph Beuys. Ma, potresti vedere anche tantissimi artisti contemporanei, che sicuramente non hai mai sentito nominare. Impareresti davvero qualcosa di nuovo.

L’arte e i dipinti, un mondo meraviglioso

Io: Raffaella, ti ringrazio davvero. Mi hai consigliato dei luoghi meravigliosi da poter visitare. Come avrai capito, la mia curiosità è tanta, quindi, sicuramente visiterò questi musei. Magari un giorno ci incontreremo durante la visita di qualche mostra.

Grazie anche per il tempo che mi hai dedicato. Abbiamo parlato di un mondo magnifico, pieno di sorprese e in continuo mutamento. Con il passare del tempo, sono sicura che ci saranno tantissime novità e non vedo l’ora di poterle vedere.

Ti saluto, Raffaella, grazie di tutto.

R: Grazie anche a te, Luna, è stato un vero piacere parlare con te e spero di incontrarci di nuovo presto.

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Grazie anche a chi ha ascoltato questa nuova puntata di “Sono Luna Dolph. Vita & Realtà”. Ho imparato molto grazie alla chiacchierata con Raffaella, e spero di avervi aiutato a capire meglio il mondo dei dipinti e dell’arte. Raffaella ci ha consigliato dei musei interessanti, scrivetemi per farmi sapere se li avete mai visitati, se avete partecipato a una mostra o se fa parte dei vostri progetti futuri!

Lasciami una buona recensione sui miei canali web, per incoraggiarmi a continuare questo viaggio. Iscriviti al mio podcast e su Instagram e contattami su lunadolph.com per consigli, critiche o semplicemente per conoscermi. Ci vediamo venerdì prossimo per un nuovo episodio! E non dimenticare: vivi e goditi il mondo reale!